Fondazione Furio Farabegoli

Furio Farabegoli

Furio Farabegoli era nato a Cesena l’8 febbraio 1923.

Rimasto orfano di padre mentre era ancora bambino, iniziò prestissimo a lavorare come apprendista falegname per diventare poi artigiano.

Con grande impegno e sacrificio mise insieme, con un socio, un’azienda produttrice di mobili. Contemporaneamente fin da giovanissimo si impegnò nelle organizzazioni cattoliche e nella vita sociale.

Fu protagonista nel 1969 della rinascita della Cassa Rurale ed Artigiana di Cesena (della quale è stato per lungo tempo presidente) e di tutto il circondario e si può ben dire che fu il continuatore ideale e coerente dell’opera di Eligio Cacciaguerra. Partecipò fin dalla costituzione della Federazione regionale all’organizzazione delle Casse Rurali ed Artigiane sia sul piano regionale che nazionale portando il suo determinante contributo di concretezza e chiarezza per dare efficienza a questi organismi per costituirli in “movimento” e per conservarli coerenti con i motivi ideali che ne avevamo ispirato la costituzione.

Farabegoli accettò con profondo spirito di servizio e con grande impegno anche cariche elettive pubbliche tanto da diventare per anni assessore al Comune di Cesena.

Fu per parecchio tempo apprezzato presidente della Camera di Commercio di Forlì dove si impegnò alla realizzazione di attività di largo respiro per tutte le categorie produttive. Venne quindi eletto per due legislature senatore della Repubblica; al Senato portò all’impatto degli organismi legislativi l’esperienza che gli derivava dal sindacalismo artigiano che svolgeva attivamente come leader della Confartigianato dell’Emilia-Romagna.

Fu protagonista della nascita e della crescita delle Casse Mutue Artigiane sia a livello locale che nazionale. Fin da giovane partecipò all’attività e allo sviluppo dell’Associazione Artigiani di Cesena e fu il concreto creatore della Federazione Regionale Artigiani dell’Emilia-Romagna della Confartigianato di cui era il presidente da molti anni.

Lo stesso impegno, la stessa passione profuse nella Confartigianato nazionale sia come membro del Consiglio direttivo sia, negli ultimi due anni, come vice presidente confederale.

Fu per la sua efficace presenza, per il suo determinante impegno che la categoria vide accettate importanti richieste, dalla mutualità alla previdenza, al credito, all’associazionismo.

Morì improvvisamente nella sua abitazione romana il 13 febbraio 1981.

 

Mio fratello Furio, di Nivarda Farabegoli

Ricordo mio fratello come un bambino molto tranquillo e calmo, un bravo bambino. lui, come me e tutta la nostra famiglia, non ebbe una vita felice. I problemi di nostro padre che non riuscì mai a trovare un giusto equilibrio nella sua vita, si trasferivano su di noi amplificati mille volte.

 

attività imprenditoriale, attività associativa, impegno pubblico, bibliografia ]